Bombe sulla cattedrale - la madonna delle Grazie a Roma
L’ 8 Settembre del 1943, Velletri che fino ad allora era restata silenziosa testimone degli eventi della Seconda Guerra Mondiale, dopo aver ospitato a Palazzo Ginnetti il 15 Agosto dello stesso una riunione in sordina del Re con alcuni generali scrive Padre Italo Mario Laracca nel suo “Tra le rovine di Velletri” (…) Nel pomeriggio di oggi, la contessa Filippi mi dice in via segreta che in questi giorni Sua Maestà il Re dovrà presiedere a Palazzo Ginnetti un convegno di Generali del Comando Supremo. La notizia è trapelata segretamente, ma nessuno conosce i particolari, notiamo però un insolito movimento di macchine. (…) conosce il duro volto della guerra venendo sottoposta al suo primo bombardamento.
Viene colpita la zona bassa, Piazza Mazzini, il complesso monumentale della Cattedrale, che risulta ferito in più parti. Scrive sempre Padre Italo Mario Laracca nel suo Tra le Rovine di Velletri: (…) La zona colpita è la parte sud della città e precisamente i pressi di S. Clemente con la canonica e la sala capitolare; via Furio, piazza Mazzini, dove sopra un camion vedo adagiato e sembra dormire un bambino colpito a morte da un proiettile; via Metabo, dove sotto le macerie si sente una flebile voce di donna che invoca aiuto: i pompieri sono lì e delicatamente sollevano sassi e travi per trarla in salvo. (…)
Inizia così la tragedia bellica di Velletri che terminerà il 2 Giugno del 1944 con l’ingresso degli alleati in città provenienti da Anzio e diretti a Roma. Dieci lunghi mesi che hanno mutato per sempre il volto di una città che aveva uno dei centri storici più belli d’Italia.
La popolazione sfollata nelle grotte del territorio, non rimase sola, ma veniva assistita da quei sacerdoti che nonostante i ripetuti inviti dei loro superiori a lasciare la città, sono rimasti per portare conforto, sollievo alle sofferenze stiamo parlando di Padre Italo Mario Laracca e Mons. Ettore Moresi che con la fuga delle autorità cittadine erano le uniche figure istituzionali rimaste sul territorio.
Mons. Ettore Moresi canonico parroco della Cattedrale, più volte disse NO alle richieste verbali a nome del Cardinale Vescovo Enrico Gasparri fattegli dal Padre Raffaele Bitetti gesuita affinché la Sacra Immagine della Madonna delle Grazie fosse portata a Roma in salvo.
Il 20 Marzo del 1944 dovette cedere, dopo che Padre Bitetti gli consegnò un ordine scritto del porporato Padre Italo Mario Laracca scrive: (…) È nuvolo. È venuto P. Bitetti S.I. con un furgone vaticano a prelevare le orfanelle, le vecchie, le suore ricoverate a vigna Berardi; consegna a monsignor Moresi una lettera di S. Em. il cardinale Gasparri il quale ordina che sia traspor tato a Roma il quadro della Madonna delle Grazie.
Anche mia madre e mia sorella si decidono a partire con suor Maria Antonietta. Mia madre vuole che le prometta di raggiungerla al più presto: facendomi violenza, a fior di labbra dico di sì; mi accorgo che non mi crede.
Mal volentieri acconsentiamo a lasciar partire il quadro della Madonna: si cede al comando scritto del cardinale. Il furgone è pronto, sosta a porta napoletana: il canonico Dettori don Giuliano, Armando Ricci, che si trova con noi, ed io avvolgiamo il quadro prezioso della Vergine in un drappo tricolore e lo trasportiamo religiosamente sul furgone ponendolo al posto d'onore, mentre le partenti invocano con fede la Madre buona. Monsignor Moresi intanto ha scritto una lettera che invia al cardinale tramite P. Bitetti. Prego la Vergine Santa che voglia proteggere il convoglio che parte e salvarlo dalle incursioni aeree.
Bacio mia madre che mi fa ripetere la promessa di raggiungerla al più presto, bacio mia sorella, bacio il quadro della Madonna. Saluto e ringrazio la madre superiora suor Maria Antonietta, saluto le suore, le orfanelle, le vecchie. Siamo tutti visibilmente commossi. Solo ora capisco che cosa voglia dire il proverbio francese: "partire è un po' morire"! Anche Don Giuliano prende posto sul furgone per accompagnare tutti a Roma. (…)
La Sacra Immagine venne portata presso la Chiesa del Gesù al centro di Roma e posta in venerazione nella così detta Cappella dei Ritiri in Via degli Astalli, saputa la notizia gli sfollati di Velletri nella capitale accorsero numerosi e non lasciarono mai sola la Madre celeste. La festa venne celebrata sia a Roma che a Velletri. A Roma la Madonna venne posta sull’altare maggiore della Chiesa alle spalle di Piazza Venezia, tra i celebranti i quei giorni l’arcivescovo Clemente Micara lontano a sapere che appena due anni dopo creato Cardinale dal Papa Pio XII sarebbe divenuto Vescovo di Velletri. Velletri che nel mese di Maggio del 1944 era prima linea, celebrò la festa della sua principale protettrice nonostante l’assenza della sua venerata immagine. Dal volume Tra le Rovine di Velletri del padre Italo Mario Laracca leggiamo: 6 Maggio 1944: (…) Nel pomeriggio, mentre siamo in procinto di recarci per le vigne, è arrivato da Norma a piedi S.E. Monsignor Rotolo, il quale è meravigliato di trovarci ancora, perché ad alcuni chilometri da Velletri una persona gli aveva detto che non avrebbe trovato nessuno essendo la città totalmente sfollata. Nonostante la stanchezza del lungo cammino ci invita a percorrere le stesse vie per le quali passava la processione della Madonna delle Grazie. Accettiamo volentieri. Ci rechiamo a S. Clemente e procediamo recitando il Rosario.
Ecco piazza Mazzini, poi saliamo via Borgia, via S. Pietro, via Clemente Cardinali e raggiungiamo la piazza del Comune; via Andrea Velletrano, S. Salvatore, piazza Cesare Battisti. e giriamo per S. Lucia: qui in mezzo la chiesa c'è un cadavere; dovunque mucchi di macerie, case demolite, vie ingombre; dovunque silenzio e rovina; scendiamo a piazza dei Tramvai dove recitiamo le litanie della Madonna davanti ai tronconi degli alberi e delle case. Facciamo il Corso e a piazza Cairoli sostiamo davanti al Ricovero Boffi per recitare preghiere per i sepolti: il passaggio degli aerei però ci fa affrettare il passo.
A piazza Metabo alcune ragazze fuggono nel vederci: stavano accendendo il fuoco. Presso il negozio di Alfredo Candidi trovo in terra un grande Crocefisso mutilato che raccolgo e deposito a S. Martino. Sull'imbrunire torniamo a vigna Berardi, soddisfatti della nostra "processione". Sull' Agro Pontino sono visibili le traccianti e forti bagliori. Mi accingo a stendere un articolo per inviarlo a Roma (l'articolo fu poi stampato su l'Avvenire del 26 maggio 1944 - XII. VI. P. 2).
Monsignor Vescovo ci intrattiene in paterni colloqui narrandoci la vita che si mena a Norma; molti giovani, anche sacerdoti, son costretti a vivere per la montagna onde evitare le razzie tedesche; ci dice che il dottor Onorio Angeloni ha ricoverato ebrei ed ex prigionieri nell'ospedale di cui è direttore. A sera scendiamo in grotta a recitare in comune le nostre preghiere. Il Vescovo ci dà la sua benedizione.”
Dopo la fine delle ostilità, si formò un comitato con lo scopo di organizzare il solenne rientro da Roma della Sacra Immagine della Madonna delle Grazie, l’11 Settembre del 1944 a casa dell’Ing. Felice Remiddi venne stilato il programma della giornata dal volume Tra le Rovine di Velletri leggiamo: (…) Si pensa anche al ritorno da Roma della Immagine della Madonna delle Grazie, ed oggi 11 settembre ci si riunisce in "comitato" in casa dell'ingegner Felici Remiddi, stabilendo il "gran ritorno" il 23 settembre p.v. col seguente "Programma":
«In Velletri in S. Clemente e a Roma nella chiesa del Gesù: nei giorni 20, 21 e 22, alle ore 17, Rosario - Predica - Benedizione eucaristica.
Sabato 23 settembre a Velletri; ore 7, 8, 9, SS. Messe; alle 14,30, ammassamento delle Associazioni Religiose e del popolo nei pressi del piazzale Garibaldi.
A Roma: ore 8 S. Messa; ore 10, Trasporto della Ven. Immagine in Vaticano; ore 11 Udienza del Sommo Pontefice ai Rev.mi Parroci e alle Autorità della Diocesi; ore 13.30, partenza della Ven. Immagine da Roma a Velletri; ore 15.30, arrivo della Ven. Immagine in Velletri: Processione solenne dal piazzale Garibaldi alla Cattedrale di S. Clemente, attraverso il Corso; ore 17,30, nel piazzale antistante la Cattedrale: Panegirico, Litanie, Benedizione eucaristica.
Domenica 24 settembre dalle ore 5 alle ore 10 SS. Messe; ore 8 Messa con Comunione generale: ore 10 Solenne Messa pontificale celebrata da S. Em. Il Cardinale Enrico Gasbarri Vescovo di Velletri e Benedizione Papale; ore 17, Rosario, Discorso, Te Deum, Benedizione Eucaristica».
Sono stati stampati migliaia di foglietti per distribuirli alla popolazione. (…) Il 23 Settembre la Madre fece ritorno tra i suoi figli sempre dal diario Tra le Rovine di Velletri leggiamo: (…) Secondo il programma ci siamo recati a Roma. Il Papa ci ha accolto con affabilità davvero paterna che ha commosso tutti: «Ci ha incoraggiato a riprendere, con l'intercessione della Madonna delle Grazie, la nuova vita, spronandoci a ricostruire non soltanto le case distrutte, ma anche le coscienze perché regni Dio nelle anime».
Alle ore 13 e minuti con una lunga colonna di macchine facciamo ritorno a Velletri dove troviamo una immensa folla in attesa.
Piazza Romana è in festa: si esplode in una ovazione formidabile di "Viva Maria" e la Madonna sembra sorridere ai suoi figli che attendono il ritorno della "Mamma". La Processione procede devota e giuliva fino alla Cattedrale, dove
P. Bitetti S.I. tiene il discorso nella piazza antistante.
Spettacolo unico: tutto il popolo di Velletri è presente e tributa alla Vergine l'omaggio dell'amore e della fede, e ritorna nelle campagne e nelle case distrutte con rinnovato ardore, con rinnovato coraggio, animato a… ricostruire!
La Società laziale ha riattivato da qualche tempo la corrente elettrica per il funzionamento del "molino", e ora ha portato la luce anche in Cattedrale. L'amico Angelisanti Guerrino, oggi 25 settembre, con un filo pensile mi porta la corrente anche a S. Martino, perché la figliuola Rosita riceve qui oggi la Prima Comunione (…)
Discorso del Papa Pio Pio XII ai sacerdoti e ai fedeli della Diocesi Suburbicaria di Velletri
Nel rimirarvi oggi presso di Noi, diletti figli, Ci è caro di pensare che la Ss.ma Vergine delle Grazie, Patrona principale della città e della diocesi di Velletri, vi abbia ispirato ella stessa il desiderio di riunirvi qui intorno a lei, prima di ricondurla nella sua secolare dimora. Voi non avreste potuto trovare una maniera più delicata di attestarCi la vostra gratitudine. Nelle vostre persone Noi vediamo in questo momento tutta la diocesi, con lo zelante Vescovo Ausiliare e coi suoi solerti Parroci, e ciascun Comune, degnamente rappresentato dal proprio Sindaco e dai notabili del luogo.
Quando, sotto la violenza della bufera micidiale e devastatrice, voi doveste abbandonare la terra nativa, la vostra sollecitudine filiale volle mettere al sicuro l'immagine della Madre amatissima. E dove avrebbe ella potuto avere un asilo più dolce al suo cuore, che nella casa la quale porta il nome del suo Figlio divino, nella venerabile Chiesa del Gesù? Là era a voi di conforto l'andare a salutarla, a confidarle le vostre angosce e le vostre pene, a manifestarle le vostre speranze, a domandarle consiglio, a sottometterle i vostri buoni propositi. L'esilio è sempre doloroso, specialmente quando si è dovuto lasciare il focolare domestico con tutto ciò che si possedeva, con tutti i ricordi accumulati forse attraverso tante generazioni; ma come la pena è alleviata, quando si ha con sé la madre e si può, nonostante tutto, adunarsi intorno a lei!
Ed ecco che l'ora del ritorno della venerata effigie è sonata. Ritorno ansiosamente atteso, ma la cui gioia è offuscata dal pensiero di tante rovine della vostra vetusta città. Dinanzi a uno spettacolo così desolante, chi oserebbe mai rimproverare ai cuori di sentirsi stringere, agli occhi di bagnarsi di lagrime? Tuttavia, una volta pagato il giusto tributo di doloroso rimpianto ai vestigi di un passato irreparabilmente perduto, e senza cessar di soccorrere coi vostri suffragi tanti cari defunti, il vostro dovere è di risollevarvi al più presto per continuare coraggiosamente il già iniziato lavoro di ricostruzione, per riprendere l'opera lasciatavi in retaggio da coloro che sono caduti.
Ma non soltanto le case di pietra e di cemento debbono essere rialzate, bensì anche tutto l'edificio spirituale, morale e sociale. Promuovere questa ricostruzione è la nobile missione propria di voi, pastori di anime, e di voi, cui è affidata l'amministrazione dei Comuni. Noi ben sappiamo che non vi fa difetto il buon volere di adempirla, mentre la vostra presenza qui è una testimonianza eloquente della vostra fede, che mette l'azione vostra sotto la protezione di Dio e della celeste Patrona.
Nell'opera di riedificazione materiale Noi non possiamo che lodare e incoraggiare il proposito di coloro, i quali, pur desiderosi di far rivivere le linee e le forme simboliche ed estetiche di un passato rimasto caro, intendono di applicare alle nuove costruzioni e riparazioni i perfezionati metodi della tecnica moderna.
Nell'opera di rinnovamento spirituale, morale e sociale, a più forte ragione importa che, riannodando la catena troppo spesso interrotta delle sante tradizioni religiose e familiari, si prepari con un lodevole senso di progresso un avvenire migliore e più sano, una famiglia più fermamente fedele alla legge di Dio, una società più fraterna, più onesta, più giusta, in una parola più veramente e profondamente cristiana.
L'impresa è ben ardua; come difficile sarebbe quella di ricostituire un focolare domestico devastato, se lo sguardo della madre di famiglia non vigilasse, se ella non fosse là per aiutare gli altri coi suoi avvertimenti e con la sua attività, per rianimarli col suo sorriso, per abbellire tutte le cose con quei fini accorgimenti, che solo il cuore materno conosce e che rendono gaia anche la più povera dimora.
Non altrimenti, anzi con tanto più amorosa cura, quanto più efficace è il suo patrocinio, la Madre delle Grazie, riprendendo il suo posto nell'antica Cappella, ove tante fronti si curvarono ed alcuni fra gli stessi Romani Pontefici piamente la venerarono, presiederà alla risurrezione della vostra martoriata famiglia diocesana. E sul duro lavoro, che voi dovrete sostenere, ella farà discendere le benedizioni del Cielo ; ispirerà a tutti fiducia e coraggio ; il suo sorriso verginale farà fiorire sul volto delle spose e delle fanciulle cristiane una purezza, una modestia più delicata; la sua tenera mano guarirà le ferite ancor sanguinanti per tanti lutti e tante distruzioni; il suo sguardo pieno di bontà farà struggere al calore della carità tutto ciò che, dopo tante pene insieme sopportate, potrebbe rimanere ancora di discordie tra concittadini, di rancori tra fratelli, di glaciale freddezza e di odio tra le classi.
Tali sono le grazie, che Noi domandiamo fervorosamente per voi, nella ferma speranza che sotto il presidio e col soccorso della potentissima Madre di Dio coteste care popolazioni usciranno dalla prova elevate e santificate; mentre con tutta la effusione del Nostro cuore impartiamo a voi e alle vostre famiglie, al vostro e Nostro carissimo Cardinale Vescovo, al suo degno Ausiliare qui presente, al Clero, al popolo tutto, la Nostra paterna Apostolica Benedizione, pegno ed auspicio di conforto, di prosperità e di pace.
Pius PP XII


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