Il capitolo della Cattedrale
Il capitolo della Cattedrale di San Clemente, precede il Vescovo nella processione dei Ceri, si tratta di una antica e nobile istituzione le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Esso è il collegio dei sacerdoti più vicino al Vescovo nel governo della diocesi. Nella sua lunga storia il Capitolo è stato insignito dai vari sommi pontefici di numerosi ed importanti privilegi tra questi quello della cappa d’ermellino e della veste paonazza. Ripercorrere le vicende legate al Capitolo nel breve spazio di un paragrafo è praticamente impossibile ma per ben far comprendere la sua importanza riportiamo uno stralcio dell’intervento introduttivo di Fausto Ercolani al volume “regesto delle pergamene dell’Archivio Capitolare” di Tiziana Testone: “Non meno importante è l’attività politica, l’esempio eclatante si ha quando venne eletto Papa, il Vescovo di Velletri Giovanni Mincio che assume il nome di Benedetto X. Se è vero che il suo pontificato legale durò pochi mesi è altrettanto vero che oltre alla fazione dei conti egli aveva potuto contare sull’appoggio del clero e della Città di Velletri, non è spiegabile altrimenti l’atteggiamento di Ildebrando da Soana che mentre fece indire l’elezione di un nuovo pontefice inviò il monaco Pier Damiani Vescovo di Ostia e suo braccio destro a Velletri con il compito apparente di riportare il clero sulla strada dell’Ortodossia ,ma in realtà per riformare il Capitolo e controllarlo in modo che in futuro fatti del genere non si ripetessero.
La sede di Velletri era troppo importante nel gioco delle alleanze politiche e delle guerre che videro spesso i Papi contrapposti ora ai Baroni laziali ora all’autorità imperiale per non averla fedele e la fedeltà della città passava anche attraverso la fedeltà del clero e del capitolo in particolare. La lontananza del Cardinale dalla Diocesi pose in primo piano la figura dell’Arciprete che si trovava a governare in prima persona. Questo fu possibile fino all’istituzione della figura del Vescovo Suffraganeo. Questo fece in parte l’autorità capitolare perché spesso il Vescovo era anche il capo del Capitolo. I Canonici invece vengono sempre più spesso investiti di importanti incarichi pubblici e chiamati a ricoprire ruoli determinanti nella struttura di governo della sede Suburbicaria. In questo periodo i capitolari iniziano ad avere numerosi privilegi che li pongono in condizione di limitare il potere civile per poi controllarlo fino alla cessazione della giurisdizione privativa del Cardinale Decano Vescovo di Ostia e Velletri. Il Capitolo di S. Clemente con il passare degli anni ha assunto un notevole potere economico, dovutogli dalle numerose donazioni e degli altrettanto numerosi lasciti testamentari. Una prerogativa che pose i Canonici nelle condizioni di gestire in regime privativo gran parte delle attività commerciali ed economiche della città


Commenti
Posta un commento