Le origini del culto

Dell’origine del culto della Vergine delle Grazie si sa pochissimo ma lo si può far risalire certamente ai tempi più antichi. Della Sacra Immagine abbiamo pochissime notizie, alcuni nostri storici l’hanno attribuita a Lello da Velletri. La tesi che sembra più attendibile è quella che scrive Bonaventura Teoli nel suo Teatro Historico di Velletri edito nel 1644.L’arcivescovo veliterno afferma che la Madonna venne donata insieme all’immagine del Ss.mo Salvatore a Giovanni II nostro Vescovo nel 736 d.C. da un confratello greco conosciuto durante un concilio romano. 

Il Teoli per confermare questa tesi parla di un marmo che si trovava presso l’altare di San Sebastiano in cattedrale oggi perduto. 

Il primo documento d’archivio che ne parla è la Visita Gesualdo del 1595 e la chiama antica “Altare B. Mariae Gratiarum habet iconam vetustam” I carteggi seguenti la chiamano sempre antica così si trova anche nei documenti conservati presso l’Archivio Capitolare Vaticano quando si fece richiesta per la sua incoronazione. 

Le Visite Pastorali seguenti e quella del Cardinale Gesualdo la chiamano antica “antiquissima Imago B:M iugi popolarum devotione ac miraculis celeberrima”. Quando la Madonna arrivò in Cattedrale non ebbe subito una definitiva collocazione a differenza del Ss.mo Salvatore che venne posto in Sagrestia. 

L’immagine della Madonna venne messa su una colonna della navata dove il popolo in virtù dei tanti favori ricevuti per sua intercessione prese a chiamarla Madonna delle Grazie. Compare così la scritta “Mater Divinae Gratiae Ora Pro Nobis” Dopo essere stato in numerose cappelle e visto il continuo accrescere della devozione la popolazione sentì il bisogno di darle cappella propria. 

Il 10 Febbraio 1607 la cittadinanza veliterna fece richiesta al Cardinale Domenico Pinelli nostro Vescovo per erigere in Cattedrale una cappella dove esporre l’immagine. Anche il consiglio comunale si espresse favorevole alla proposta dai registri delle deliberazioni leggiamo:

1597: li 24 di Marzo: a chi pare e piace che si applichino le limosine di scudi 10 onde aiutare l’opera della Cappella della Madonna delle Grazie in Velletri.

1607: li 13 di Maggio sono ricorsi molti cittadini e fatta istanza si facci qualche bona e larga limosina per la fabbrica da farsi nuovamente nella Cappella della Madonna delle Grazie in San Clemente per molti favori e grazie che tutta la cittadinanza ottiene e principalmente nell’ottenere acqua in tempo di secca e ottenere sereno in tempo di grand’acqua.

1607: che si supplichino l’Ill.mi Signori superiori per la licenza di poter spendere per la fabbrica che si farà alla Cappella della Madonna delle Grazie scudi 3000 con licenza dell’Ill.mo Cardinale nostro, la città pigli devozione il primo di Maggio e si porti la cera conforme alle altre chiese e cappelle nella Chiesa Cattedrale dove oggi si trova.

1608: li 24 Aprile a chi pare e piace che la festa della Madonna delle Grazie si debba celebrare la 1°Domenica di Maggio di ciascun anno essendo che per il 1 di Maggio come l’aveva stabilito il consiglio non si possa fare perché vi è la festa del Santo Particolare. per ridurre a perfezione la fabbrica.



1629: li 10 di Marzo a chi pare e piace che alla Madonna delle Grazie si diano elemosine di scudi 100

1624: li 26 Gennaio alla Madonna delle Grazie si donino scudi 100 per ridurre a perfezione la fabbrica

La Cappella di Nostra Signora delle Grazie è una stupenda esplosione di barocco, fu terminata nel 1637 ha una cupola divisa in cinque ordini di vario formato nel primo sono rappresentati angeli musicanti nel secondo i simboli della Madonna intercalati da fiori dorati nel terzo teste di cherubini nel quarto altri attributi della Vergine.

Nella volta della lanterna è rappresentata la colomba della Spirito Santo, mentre nei pennacchi sono rappresentati i Santi protettori di Velletri. L’altare principale è molto bello si presenta con due colonne di marmo antico con capitelli corinzi dorati, il tutto poggia su un gradino decorato ad intarsio marmoreo con motivi geometrici.

Al centro una cartella di marmo bianco esibisce in rilievo una testa di cherubino corona la cornice che inquadra la teca dov’è custodita la tavola con l’Immagine della Madonna. L’altare fu completato nel 1682 con la costruzione dello splendido paliotto marmoreo con le insegne araldiche dell’Arciprete Silvestro Cinelli.



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