L' arciconfraternita di Maria SS.ma del Gonfalone eretta in Velletri nel 1348

 L’origine della Confraternita del Gonfalone di Velletri, si perde nella notte dei tempi. Riconosciuta Canonicamente nel 1348 probabilmente già esisteva, fu Papa Clemente VI con il breve “Splendor Paternae Gloriae “a legittimarne le pratiche di devozione e di culto. Lo stesso Pontefice concesse ai confratelli la Chiesa di Santa Maria del Pontone sita vicino alla “Portella” nella zona di Via Metabo.

Nel 1398 un forte terremoto distrusse questa chiesa e i confratelli che per mancanza di fondi non potevano provvedere alla ricostruzione chiesero a Bonifacio X la concessione di altra sede. Con il breve del 5 Dicembre 1440 il Papa concesse ai fratelloni la Chiesa di S. Giovanni in Plagis (sita nell’ attuale Piazzale Top) Il sodalizio nato con vocazione ospedaliera eresse nella Chiesa e locali annessi di cui era proprietario fuori Porta Romana un ricovero per gli infermi. 


L'arciconfraternita di Maria SS.ma del Gonfalone



I Confrati che certo non potevano mantenere da soli l ‘Ospedale con istrumento del notaio Crispini del 30 Luglio 1297 lo diedero ai coniugi Guglielmi ai quali corrispondevano tutto il necessario per il mantenimento della struttura. Dopo la morte dei Guglielmi non essendo soddisfatti della gestione di chi era loro succeduto con i confratelli nel 1578 chiamarono a Velletri i frati di S. Giovanni di Dio dette i Fatebenefratelli. Questi religiosi accettarono di curare la struttura. 

Dieci anni dopo visto che i religiosi soddisfacevano sia la confraternita che i bisogni degli infermi ottenute le necessarie da parte del Cardinale Alessandro Farnese si decise di concedere la struttura ai detti religiosi mediante un istrumento rogato dal notaio Angelini il 28 Dicembre 1588.Qualche tempo la stipula del citato atto i Confratelli iniziarono ad esercitare i loro diritti su S. Giovanni Battista svolgendovi alcune pratiche devozionali e di culto.

I Padri non si opposero perché sapevano di essere ospiti e non proprietari. Questa pacifica convivenza andò avanti fino al terremoto del 26 Agosto 1806 quando andata in rovina la Chiesa di S. Giovanni in Plagis i confratelli si trasferirono con “armi e bagagli” in S. Giovanni Battista. La chiesa era stata restaurata grazie alle offerte raccolte dai religiosi questo diede adito alla stipula di una nuova convenzione tra le parti essa prevedeva la divisione delle competenze e delle spese per la custodia dell’immobile.

Iniziano dal 1849 durissimi scontri tra i Confratelli del Gonfalone e l‘Ordine dei Fatebenefratelli per l ‘ uso della chiesa. I Religiosi dimentichi di quanto stipulato nel 1588 sollevarono perfino il quesito a chi appartenesse la Chiesa annessa all’Ospedale sostenendo che era di loro proprietà e quindi era loro intenzione impedire ai confratelli di svolgervi i divini offici. Pretese assurde che la Confraternita respinse andando in giudizio come vedremo. Infatti venne chiesto un parere legale all’Avvocato Giuseppe Trombetti che dopo aver dettagliatamente esaminato la pratica diede ragione alla Confraternita comprovando la legittimità delle richieste, i frati non si fidarono e ricorsero all’ordinario diocesano affinché   intervenisse con la sua autorità. Passarono anni e preso atto che non si potevano sostenere le vie di giudizio i religiosi vennero per così dire a canossa proponendo una serie di clausole conciliatrici che non vennero accettate dalla Confraternita. 


Durante la processione dei ceri in onore della Madonna delle Grazie
patrona di Velletri

Solo il 30 Agosto 1859 si arrivò ad una prima soluzione del contenzioso. Il documento stabiliva la divisione delle pratiche di culto dei religiosi e della Confraternita, le spese di manutenzione erano a carico della Confraternita per due parti e per una a carico dei religiosi. E così via. Dopo questo fatto i religiosi e i confratelli ritornarono ad una convivenza civile. Con la nascita del Regno d‘Italia e la conseguente soppressione degli ordini religiosi le cose cambiarono. Giulio Montagna in una relazione preparata per il Vescovo Mons. Andrea Maria Erba in occasione della sua visita pastorale fatta alla Confraternita nel 1996 ci riferisce che i Confratelli furono cacciati da S. Giovanni Battista il 25 Luglio 1876 con la scusa che il loro salmodiare dava fastidio ai ricoverati del vicino ospedale.  Si trasferirono nella Chiesa dei SS Pietro e Bartolomeo dove ancora hanno sede.  

Questo sodalizio nasce come Società dei Raccomandati della Gloriosa Vergine Maria, nel 1449 assume il titolo di Disciplinati di S. Maria e nel 1585 in seguito all’aggregazione all’ Arciconfraternita del Gonfalone di Roma assume l’attuale titolo di Confraternita di Maria Ss.ma del Gonfalone. Nel 1889 Aurelio Mariani realizza lo splendido stendardo processionale dono del Comune alla Confraternita. I Confratelli del Gonfalone il Venerdì Santo svolgevano le Sacre Rappresentazioni della Passione nel Teatro di Piazza Caduti sul Lavoro. 

Quando nel 1765 nonostante le rimostranze di Stefano Borgia il teatro venne abbattuto la Confraternita proseguì ancora questa tradizione fino al 1852 con una processione che partiva dalla Chiesa di S. Giovanni. Oggi all’alba del terzo millennio rinvigorita da nuova forza giovanile sta tornando a vita nuova. 



Il Teatro della Passione 

Esso ha rappresentato una testimonianza determinante nella storia dell’Arciconfraternita del Gonfalone. Era ubicato in Piazza Caduti sul Lavoro (lato Bar Savo) composto da preziosi marmi d’ordine corinzio aveva una specie di palcoscenico dove i fratelli rappresentavano il Dramma del Golgota. 

In quest’occasione il comune faceva erigere un palco dove prendeva posto il magistrato. Nel 1765 visto che la struttura era ormai in disuso la Confraternita fece istanza al Comune per poterla demolire e costruirvi in suo luogo un granaio poggiandolo alle mura castellane. Nulla valse la protesta del dotto Stefano Borgia che non potendo vanificare la distruzione dell’importante struttura ne fece tirare un disegno che oggi è l’unica memoria che ne resta oltre al portale del forno. 


L’ Ospedale 

Lo scopo determinate dell’Arciconfraternita del Gonfalone è stata l’attività assistenziale. Le prime tracce di un Ospedale affidato alla Confraternita del Gonfalone risalgono al XV secolo, quindi è da desumere che esso fosse stato fondato qualche anno prima. 

Nel 1481 il sodalizio manteneva un’ospedaliere con la moglie per la cura degli ammalati d’ambo i sessi. Nel 1556 la guerra tra Filippo II e Paolo IV che scelse Velletri come teatro di battaglia causò la quasi totale distruzione della struttura per fortificare le mura cittadine. Gli ammalati vennero ricoverati a S. Antonio. Cessata la guerra i fratelli da soli non poterono ricostruire la struttura quindi quattro cittadini due nella parte bassa e due in quella alta andarono a questuare a favore del nuovo ospedale. Il comune intervenne nel 1557 applicando le rendite del quarto di Retarola. 

Nel 1560 la Confraternita prese di nuovo a dirigere l’ospedale fino a quando con lo scoppio di una infezione contagiosa capì di poterlo più gestire. Vennero chiamati quindi i fatebenefratelli che dal 1587 iniziarono a lavorare a Velletri. I frati ebbero in uso la Chiesa di S. Giovanni Battista, l’orto e i locali annessi dove aprirono la farmacia era il 1593. 

Nel 1870 i frati persero la gestione diretta del nosocomio ma continuarono a lavoraci come stipendiati nel 1875 la struttura venne di nuovo ricostruita come la si vedeva prima del bombardamento del 22 Gennaio 1944. Nel 1903 i fatebenefratelli lasciano il posto alle figlie di S. Anna. Dopo la guerra queste suore lasciano il posto alle Serve di Maria Riparatrici che lavorano nella nuova sede di Via Orti Ginnetti

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