L' INCHIESTA Centro storico di Velletri quale futuro ? parte terza RIQUALIFICAZIONE – VOCAZIONE – OFFERTA TURISTICA
Dalle giuste proteste dei commercianti del centro storico riuniti nel comitato “facciamo centro” troviamo lo spunto per alcune considerazioni che a nostro modesto avviso completano la visione attuale della situazione e dare motivo di riflessione all’amministrazione per poter intervenire dove è ancora è possibile. E’ sotto gli occhi di tutti la situazione architettonica del nostro centro storico, essa è generata dai cruenti bombardamenti che la nostra città ha subito 80 anni orsono. L’ 8 Settembre 1943 e il 22 Gennaio 1944 il tessuto urbano è stato privato di alcune importanti testimonianze storico architettoniche che avevano consentito al centro storico di Velletri di essere inserito tra i cento più belli d’Italia, tanto che la collana “Le cento città d’Italia illustrate” uscì con un fascilo interamente dedicato alle bellezze della nostra città. Una realtà purtroppo non imputabile a nessuno se non ad una guerra passata senza pietà su secoli di storia e sulla vita inerme di concittadini periti sotto le bombe dalle quali non hanno potuto trovare scampo, ci viene da pensare alle vittime del ricovero Boffi a Piazza Cairoli.
Lasciando in secondo piano ma non perché non fosse importante l’aspetto delle perdite umane soffermiaoci su quello delle perdite architettoniche e monumentali. Il capo della sezione autonoma del Genio Civile Andrea Angeloro nella relazione “Era il cuore di una città che ripigliava a pulsare” scrive che le rovine erano impressionanti e alcune facciate sembravano orbite cave di teschi, tra queste seriamente compromesse quelle di importanti residenze “nobiliari” testimoni di importanti capitoli della storia veliterna.
Quella più rilevante è fuori dubbio la perdita del Palazzo Ginnetti la meravigliosa quinta di una Piazza Cairoli che dal bombardamento del 22 gennaio 1944 è stata completamente cancellata, sono andati distrutti il Palazzo Boffi che ha seppellito 300 persone rifugiate nel ricovero sottostante e i graziosi palazzi limitrofi e la fontana fortemente danneggiata, una tragedia nella tragedia.
Piazza Cairoli può essere considerata la parte centrale di un discorso più ampio che abbraccia tutto il centro storico, quello della perdita di tutte quelle pagine archittettoniche che facevano la differenza e che oggi mancano ad offrire all’ipotetico turista una visione completa di una particolare storia che ha portato a Velletri personaggi come il Goethe o i viaggiatori del Grand Tour che l’hanno ritratta nelle loro opere e incisa nelle stampe tirate proprio per documentare il loro passaggio.
Da qui si genera la prima parola del titolo di questo “pezzo” RIQUALIFICAZIONE. Attualmente il centro storico di Velletri ha bisogno di essere riqualificato prima di parlare di eventi – iniziative – verde e decoro operazioni se pur meritevoli anche se allo stato attuale non avrebbero senzo se l’amministrazione non provvede a varare un piano particolareggiato che abbia come punti fondamentali:
a) un colore univoco per tutte le facciate, con un tono più chiaro o più scuro per gli edifici ricostruiti dopo la guerra, questo per porre in evidenza le distruzioni subite spiegando con delle leggende l’antefatto bellico, questo per poter spiegare all’ipotetico turista l’accaduto e chiarire il perché accanto a palazzotti antichi si trovano scatole di cemento armato.
b) pulizia delle facciate da vecchi cavi elettrici, residui di precedenti impianti di illuminazione pubblica,vecchie insegne di attività commerciali chiuse da anni. Le insegne delle attività commerciali dovrebbero essere realizzate con delle linee guida dettate dall’amministrazine tutte uguali sia dal punto di vista del supporto che nella grafica.
c) tabellazione secondo un itinerario ben preciso dei luoghi dove sono avvenuti fatti storici rilevanti o vissuti personaggi illustri rilevanti come già fatto per la casa natale del Ven. Filippo Visi e Gianbattista Iachini. La tabellazione dei luoghi sacri,ad esempio davanti ad ogni chiesa una pagina dove si può leggere il titolo della stessa, il periodo e le opere d’arte più importanti contenute.
d) discorso a parte meritano la cattedrale con la sua storia di prima basilica minore della chiesa universale e i quattordici cardinali vescovi eletti pontefici tra cui uno eletto ed incoronato a Velletri con il nome di Lucio III. Si potrebbero realizzare quattordici busti e collocarli su appositi basamenti sotto il porticato di quelle che chiamiamo “le canoniche” sotto ad ogni busto lo stemma del cardinale e il periodo in cui è stato vescovo di Ostia e Velletri
e) dall’altro lato della città dopo un adeguato restauro sul ballatoio liberty di Viale Roma a posto degli attuali vasi di cemento bianco collocare i busti dei cittadini onorari con relativa tabellazione dove indicare nome cognome anno della proclamazione.
f) le rotatoie d’ingresso alla città dovrebbero diventare delle enormi vetrine dove collocare le copie dei maggiori reperti conservati nel nostro Museo Civico Archeologico. La Pallade a grandezza naturale alla rotatoia di Piazza XX settembre , con la scritta Velletri città della Pallade – l’Augusto di Montesecco alla rotatoia di Piazza Garibaldi con la scritta Velletri città dell’imperatore. Mentre le rotonde di Santa Maria dell’Orto delle istallazioni relative alla Legazione di Marittima e Campagna.
g) Tramite delle gigantografie lasciare memoria del Palazzo Ginnetti (sotto la galleria in Piazza Cairoli) Palazzo Borgia e il museo Borgiano (nella zona tra Via della Stamperia e Via della Trinità) Palazzo Filippi a San Salvatore.
Dopo aver realizzato una attenta opera di riqualificazione si dovrebbe pensare a quale VOCAZIONE dare al centro storico ma di questo abbiamo tempo di parlarne


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