La Confraternita della Madonna delle Grazie

Nel 1985, dopo il furto dell’oro della Madonna, venne costituita l’Associazione Culturale Portatori Maria SS.ma delle Grazie, il cui statuto venne dettato da Mons. Giuseppe Centra e da Mons. Angelo Lopes e approvato dal Vescovo Martino Gomiero era l’istituzionalizzazione di quel gruppo spontaneo di uomini che si trovava ogni anno per il trasporto della pesante macchina processionale che già nel 1982 in occasione del Terzo Centenario dell’Incoronazione della Madonna era stato valido aiuto per l’organizzazione della festa. 

Negli anni sotto la guida dei vari presidenti che si sono succeduti a partire da Dante Ghelli l’Associazione ha realizzato alcuni importanti interventi di restauro all’interno del Santuario e della Cattedrale. Il Vescovo Vincenzo Apicella con il canonico parroco Mons. Roberto Mariani ha voluto trasformare nel 2014 questa realtà in Confraternita lasciando immutati i suoi scopi, cioè quello di curare l’organizzazione della Processione dei Ceri e delle Feste di Maggio ed Agosto nonché il servizio liturgico nelle maggiori solennità in Cattedrale. I Confratelli trasportano la pesante macchina processionale realizzata in occasione della processione straordinaria del 26 Agosto 1807 Per la prima festa del patrocinio istituita dal Cardinale Vescovo di Ostia e Velletri Sua Altezza Reale il Cardinale Enrico Benedetto Clemente Duca di York che non poté celebrarla perché morì pochi giorni prima il 3 Luglio 1807.

Infatti fu presente a quella processione aspettando la Madonna a San Martino, il suo successore il Cardinale Leonardo Antonelli. Prima della realizzazione di questa macchina, quando la processione era come abbiamo detto limitata ai confini parrocchiali il trasporto della venerata Icona avveniva su un trono a quattro spalle molto semplice. Sopravvissuta alla guerra, la macchina della Madonna, ha avuto un intervento di restauro in occasione del terzo centenario dell’incoronazione nel 1982 eseguito da Edmondo Campana e uno più importante che ha visto anche il restauro delle parti metalliche in occasione del grande giubileo del 2000.


Inizialmente il trasporto era affidato a 64 portatori (quattro mute) e non di più, praticamente erano 4 cambi da sedici persone che si dividevano il lungo percorso. I portatori venivano rifocillati dagli osti che avevano le proprie attività nel centro storico cittadino che si regolavano a secondo del suono dei campanili delle parrocchie urbane per essere pronti a ristorare chi sopportava l’enorme peso del trono di Maria.

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