Storia della nobiltà veliterna attraverso i processi conservati nella collezione dei manoscritti della Biblioteca Comunale: CASA ANTONELLI


La città di Velletri già capo e regia de popoli volsci, numera tra le famiglie antiche e illustri , l’Antonelli dalla quale per mezzo della Signora Porzia Antonelli Gagliardi ava materna discende il giovane pretedente Gio Paolo Borgia pretendente. Questa famiglia Antonelli nobile da più secoli non meno per cognome da di arme e celebre per dignità ecclesiastiche, per lettere e cariche militari, per nobili parentele per riguardevoli impieghi e sono le genti di essa nominati negli atti pubblici con titoli propri di vera nobilità fregiato con nel presente discorso si tende in autentici documenti palesare che non solo nelle istorie patrie della medesima menzione scrivendone Ascanio Landi, l’Arcivescovo Teoli e il vivente Mons. Alessandro Borgia, Arcivescovo e principe di Fermo nella piena Istoria della Chiesa e Città di Velletri stampata nell’anno 1723, mentre parlano ancora con lode le istorie universali più celebr, tra i quali l’Ughelli nell’Italia Sacra, il lucenti nella stessa opera nelle vite di Mons. Giovan Carlo Antonelli  e di  Mons. Antonio Antonelli ambedue di questa famiglia, il Vvadingo negli annali dei minori, il Coronelli nel dizionario Massimo, Antonio Ricchi nel Teatro degli Uomini illustri dei Volsci, il Piazza nell’ermorologio sacro, Ludovico Antonio Muratori nella sua grande opera dell’ Iscrizione Antiche ed altri autori ancora che per brevità si tralasciano.

Notissima si è più resa al mondo la stessa famiglia Antonelli per le insigni opere date alle stampe dal primo de nominati prelati che sono quattro voluminosi trattati legali, cioè de Regimini Ecclesiae Episcopalis, de Tempore Legali, de Juribus et oneribus clericorum, si ben ricevuti dagli giuristi che nelli tribunali che sono seguite e seguono tuttavia moltissime azioni che si dentro che fuori  il nome di questa nobile prosapia mai verranno.

Ma non per scostarci troppo dalle leggi di codesta nobile religione si tacciono diversi onorifici  juspatronati di cui gode questa famiglia oltre quelli che nel presente ragionamento si accennano tra i quali si conta presentemente il privilegio nella cappella privata tanto nella sua  abitazione in Velletri che nella sua casa di campagna.

Diciamo dunque primieramente che la signora Porzia Antonelli moglie della bo.me di Stefano Gagliardi e ava materna del nobile pretedente Giov. Paolo Borgia come si è provato nel quarto materno riconosce per suo padre la bo.me di Saverio Antonelli il che si giustifica con la fede di battesimo :

Portia die 8 Novembris 1681 nata ex ill.mo d.no doctore Xaverio De Antonellis, et ex ill.ma d.na Fulvia Toruzzi coinugibus batizzata fuit ed il matrimonio antecedente nell’anno 1673 tra Saverio e Fulvia Toruzzi si prova con la fede del parroco som 3 e con l’istromento dotale, che si da in som 4.

La nobiltà della famiglia Toruzzi e della medesima Fulvia due volte è stata riconosciuta ed approvata da codesto sacro ordine militare nei processi per la bo.me del Cav. Fra Girolamo Toruzzi di Velletri ricevuto per cavaliere di giustizia nella ven. lingua d’Italia nel 1627 a di 16 Giugno come da rollo generale dei cavalieri della lingua pubblica dal balì del pozzo foglio 214 ultimamente nel processo per il vivente sig. cavalier Gregorio Gregna di Velletri fratello cugino della signora Porzia Antonelli il quale ha per primo quarto materno la medesima famiglia Toruzzi. La stessa signora Porzia sorella carnale delli viventi  Giovan Carlo Antonelli cameriere d’onore di nostro signore felicemente regnante già  governatore apostolico ed internunzio in Piemonte e del Sig. Conte Giovan Paolo Antonelli stato più volte consigliere e priore della città come nel sommario 5 lettera A. 

Il prenominato Saverio padre della signora Porzia fu in molta stima per la sua nobiltà canonizzata nella bolla concistoriale della santa memoria di Clemente XI per il vescovado di Urbania di Antonio Antonelli di lui fratello che qui sotto si riferisce anche per la sua virtù essendo dottore dell’una e dell’altra legge che si trova frequentemente nelli magistrati della città come consigliere e priore. Somm 5 lettera B. Che il Saverio sia figlio di Giovanni Antonelli Senior apparisce dalla fede del suo battesimo dell’anno 1648 som 7 ivi : Baptizaui infantem natum die 11eiusdem mensis ex ill.mis dominis joanne paulo de antonellis et portia de quibus coniugibus, cui impolitum est nomen xauverius dall’accennato istromento dotale di Fulvia Toruzzi di lui consorte dell’anno 1673 som 4 ivi  Illmum dominum xaverium filum illmi domini jo pauli de antonellis patribui veliternum.

Che Giovan Paolo, sia figlio di Giovanni Battista Antonelli con la fede del suo battesimo dell’anno 1615 sommario 8 ed anche chiamato in un istromento di compra dell’anno 1638  sommario n 9 ivi Per ill.mo ed ecc.mo dominus Eleuterium Torutus nobilis veliternus didit per ill.mi et admodum lenti domino joanni paulo antonelli filio domini joanny ptbhe nobili veliterno. La nobilità del medesimo Giovan Paolo come padre di Antonio Antonelli Vescovo di la fruibilità dei documenti è stata completamente compromessa. Nonostante ciò, in considerazione dell'importanza del patrimonio documentario, sono state ridotte al minimo le proposte di scarto conservando anche materiale che normalmente viene inviato al macero (si ricorda che tali documenti saranno consultabili solo dopo un intervento di restauro). In fase di ricondizionamento della documentazione anche i registri sono stati inseriti in buste a causa del loro cattivo stato di conservazione. Tutte le carte dell'archivio sono organizzate in serie e sono state ordinate ponendo in primo luogo un manoscritto databile tra la fine del ‘400 e gli inizi del ‘500 con alcuni  Urbania pienamente risulta dalla riferita bolla del sommo pontefice Clemente XI Sommario n 6 ivi  dilecto filio Antonio Antonello de leggittimo matrimonio nobilibus et catholius parentibus in civitate veliterna ortum e dall’onore di consigliere e di Priore che ebbe nella patria.

Che Giovan Carlo Antonelli già arciprete prima dignità della Cattedrale di Velletri poi Vescovo di Ferentino creato di proprio moto tra i suoi Vescovi dal Venerabile servo di Dio Papa Innocenzo XI  nel 1677 ai II di Gennaro per la sua pietà ed insigne dottrina fosse fratello del sopradetto Gio Paolo e zio paterno dei soprannominati Antonio vescovo di Urbania e di Saverio Antonelli apparisce dal primo epitaffio del di lui magnifico deposito con busto di marmo arma gentilizia ed altri ornamentui nella detta chiesa cattedrale di Velletri che si da deliniato nel sommario leggendosi ivi


D.O.M.

Joannes Carolus Antonellus Patritituis veliternus philosophie, sac theologie, et S.V. doctor exminus cui doctrina non minori laude, quam utilitate refonat  per orbem voluminibus ab ipso edis I. de regimini ecclesia episcopalis .II De tempore legali . III De loco legali IIII. De juribus ed oneribus clericorum,percatis etiam in patria plures vicariatus ac vice gubernatoris maneribus pari pietati ac prudentia ex antiqua nobilitate innabis hiuus cathedralis arcipresbiteratu teologa lingue prebenda potitubs ad Innocenzo XI motu proprio ex prima elezione episcopus creato ferentini pastoralis cura per annos XVII supera mensis sex seminario etiam erecto non fatis lautanda clementia ac vigilantia perfuncuts  obua die XX Aprilis MDCXXIV post transactum sue estatis  Annum LXXXIII ibique in cathedrali eius humatum  est


 CORPUS

Antonius huius Cathedralis Canonicus Penitetiarius decanus vicarius capitolaris mox generalis postremò appellantions judex ad universitatem causaurm ex xaverius de Antonellis ex fratre Germano Nepotes tanto patruo monumetatum postuere anno domini MDCCI


Di questo insigne prelato defonto nella città di Ferentino con opione di Sanità fanno onorevole menzione i scrittori dell’Italia sagra ed altri molti autori. Nella Cattedrale di Ferentino con opione uguale il suo corpo è stato posto in un magnifico deposito con busto marmoreo ed iscrizione.  Anche la città di Velletri per dimostrargli la sua stima nella sala delle lapidi del Palazzo Comunale fece innalzare una lapide marmorea tra quelle delle più importanti dei vari Cardinali Vescovi e Governatori dove da anche pubblico attestato dell’antica nobilità della famiglia Antonelli rapportato dall’Ughelli nel tomo X  dell’Italia sagra e nell’opera postuma de Juribus et oneribus clericorum.Som n 11 ivi.

ETERNO NOMINI

Joannis Carolis Antonelli nobilis veliterni celeberrimi teologi, et S.V. eximiy doctoris cuius volumia jupis edita de regimine ecclesie episcopalis de tempore legali de loco legali de juribus et oneribus clericorum pari laude et utilitate admirantur profule pauperarum sublioio diutie infignem exfubetem pietatem . Plurima Gubernirum gestaram in patria quam extra justite monumenta exornant ardua negotia sapienti consilio perfecta singolarem decorantem prudentiam. Eloquenzia aiuta nobilitate comete ad Innocentio XI mo fu proprio civitates ferentini episcopo insignita non satis laudam vigilanzia proclamat percata sinodo seminario erecto. Hoc gratitutins argomentum cemerenti.


S.P.Q.V.

Posuit anno MDCLXXXXVII

Nobilis Viribus Prioribus

Ferdinando Coratti 

Clemente De Lellis

Lelio Attiverio Sindaco 

Ioanni Antonio Vergato procuratore fiscale

Per opera del medesimo pissimo prelato possiede questa sua famiglia Antonelli un altare nella chiesa delle monache di Santa Chiara nella città di Ferentino che ivi lo fece fabbricare in onore di San Gerardo Vescovo di Velletri , insignito poi della reliquia di detto Santo siccome si afferma nell’emorologio sacro di Bartolomeo Piazza sorto li 7 Dicembre e nella relazione della traslazione del di lui sacro corpo di Mons. Fabrizio Borgia stampata nell’anno 1714 benchè questi lo dichi eretto nella cattedrale. 

Pe li disastri di pestilenze accaduti in Velletri mancano nella Chiesa di Santa Lucia sotto la quale è situata l’antica casa Antonelli li libri de battesimi tal Diogene apparisce che fosse figlio di Bernardino Antonelli dal testamento del medesimo Bernardino dell’anno 1555 som 15 ivi = Eximus

atque magnificu doctor dnus Bernardinus de Antonelli nobilis veliternus inflituit  hgredes dd Diogenem et Laertium suos filios legitimos et naturalis ed anche dalla bolla spedita dalla ch.me del Cardinale Alessandro Farnese nell’anno 1530 allora vescovo di Velletri per l’istituzione del mentovato benefizio semplice nella chiesa di Santa Maria del Trivio a nominazione del sudetto Bernardino, come padre di Laerzi, Diogene, ed altri suoi figli, som 16 ivi Bernardinum Baptitae Cole Antonelli nobile Velletren patre et legitimum admini stratorem laerty pompily Diogenis et Portie suorum et cherubinie S. Filorum. 

Il Diogene ebbe per moglie Ardelia Toruzzi della stessa nobile casa Toruzzi di Fulvia Madre della Signora Porzia Antonelli come nel sommario n 13 e perciò nel matrimonio della detta Fulvia con Saverio Antonelli intervenne la dispensa apostolica riferita nella fede del Parroco. La nobilità del medesimo Diogene risulta ancora dalla citata bolla del Cardinale Alessandro Farnese poi sommo pontefice col nome di Paolo III. Nella quale appare Bernardino Antonelli di lui padre consigliere priore che nel magistrato si legge di esso e del prenominato Giovan Battista di lui figlio unitamente nella Chiesa di San Lorenzo. Fratello carnale del prenominato Diogene fu Larezio Antonelli come dal sommario nei citati numeri 15 e 16  e dall’ Arcivescovo Teoli nel Teatro Historico di Velletri, oltre che da Antonio Ricchi nel teatro degli uomini illustri dei volsci e la storia della Chiesa e Città di Velletri di Mons. Alessandro Borgia viene annoverato tra le persone illustri in arme scrivendo che fu capitano dei Balestrieri sotto il serenissimo di Urbino contro Bartolomeo di Aluiano nella guerra di Bracciano come nel sommario del quarto paterno n 19 e cosa ancora dall’iscrizione in marmo esistente sopra il detto sepolcro di questa sua famiglia dove apparisce che il medesimo si congiunse in matrimonio con Donna Ersilia figlia di Persio De Rossi dei Signori di Pisciano.



D.O.M


Laertio De Antonellis nobili strenoque listarium duci in bello Bracciano si cui prolem eb Ersilia de Rubeis Prisuani dominus et Catherina Bernarde de Sabellis ex Albani dignitatis filia supetam com mors immature ademispet illustrem alberum Antonellie Gentis stipitem vix inceptum extinxit Jo Carolus Episcopus Ferentini et Jo Paulus fratres de Antonellis magni patrui, ubi tumulo regitur memoriam butati, sunt AD MDCLX 


Che Bernardino sia figlio di Cola Antonelli, lo si evince dal libro dei Consigli della Città di Velletri dell’anno 1508. som d.n. s lett g ivi dominus Bernardinus Baptiste cole Antonelli Consiliarius e dalla precitata bolla del cardinale Alessandro Farnese som 16 ivi Bernardinorum Batistae cole Antonelli nobilem velletrem. Non meno per la nobiltà riconosciuta dal sudetto Cardinale Farnese che per la propria virtù fu Don Bernardino in molta stima presso la città dalla quale fu mandato ambasciatore al sommo pontefice nell’anno 1507 come nel som. n. 5 f, Nobilis viri dominus Bernadinus Antonellis eletto Doctor ad Urben ebbe altresì l’onore del Priorato e del Consiglierato come si vede la memoria sepolcrale nella chiesa di San Lorenzo con l’arma della famiglia Antonelli che gli fa data nel sommario n 18 nella quale si legge: 

Docet Bernardinus De Antonellis 

Vir nobilis, et prudens patriae amantipismus

eique acceptus hic quiifut

diogenes et laertius fily

ann 1555, quo obut mem pos

Che Battista sia figlio di Cola Antonelli non solo apparisce essere come tale descritto nei libri pubblici dei consigli ma ancora dal testamento del detto Cola dell’anno 1453 nel quale istituisce erede Battista suo figlio som 19 e tale anche chiamato nel suo proprio testamento che si da in sommario n 20 lettera A e B = IVI Dmus Baptista Cole Antonelli de Veletro ragguardevole prova della nobilità di questo Battista Antonelli è il sepolcro che pose nell’anno 1464 e che fino al presente giorno si possiede dalla famiglia Antonelli nella più volte nominata chiesa di San Lorenzo con la cappella fatta da esso fabbricare in onore della Gloriosa Vergine Maria sommario n 20 lettera C. Nicola Antonelli chiamato Cola scrive il citato Ascanio Landi che nell’anno 1431 fu deputato della città a fare le funzioni necessarie per la guerra contro i Colonnesi allora ribelli di Eugenio IV come si legge nel sommario del quarto paterno n 24 lettera A.

Che il medesimo fosse figlio di Giovanni Nardo risulta chiaramente dal suo testamento di sopra riferito somm. N 19 ivi = dnus cola antonelli joannis nardi de velletro e dalla nominazione di Antonio Antonelli altro figlio di Cola allo studio delle leggi civili e canoniche dell’Università di Perugia, fatta nel 1450  dal capitolo della cattedrale di Velletri in uno dei luoghi al medesimo lasciati dalla ch. Me del Cardinale Capocci fondatore del colleggio denominato oggi Sapienza Vecchia come costa per istromento rogato da Francesco Galliani notaro di Velletri dove si legge l’elogio che si fa al sudetto Antonio somm 23 ivi Dominum Antonium Cola Antonelli Ioannis Nardi de Civitate Velletri. 

Di Cola per coerenza dei tempi si erede fratello Lorenzo Antonelli il quale intervenne qual nobile testimonio nell’istromento della resa della celebre fortezza di Lariano rogato il 26 Ottobre 1433 da Stefano Trichenelli notaro in città che si conferma in pergamena nell’archivio segreto della medesima sommario 24 ivi “ presentibus in infrascritii testibus udilicet nobilissimi virsi domino nicolao de nicolefchis d. lauretio antonelli ominibus de civitate velletri testibus dai riferiti titoli di nobile e signore che si danno al detto Lorenzo in un atto così solenne quale era la resa di un allora rinomata fortezza che in quei tempi come ogniuno fa erano propri di chi armava di vera nobiltà e di militare carica ornato risulta chiarissima prova della nobiltà di questa famiglia da tre secoli è più mantenuta fino al presente giorno dalli discendenti della medesima. Se gli archivi della città non fossero sottoposti ai più sinistri accidenti come si è sopra accennato non è indubbio che altri più antichi ed incontrovertibili documenti della nobiltà di questa famiglia si potessero in mezzo cercare . Basti ora il sincero attestato che della sua antica nobiltà di cognome e di arme ne fa presentemente pubblico magistrato della sudetta città di Velletri

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