LA SPECOLA E LE FAMOSE CAMPANE
Una trattazione particolareggiata merita la specola del nostro palazzo comunale, essa era un vero e proproprio osservatorio meterologico diretto dal Prof. Don. Ignazio Galli canonico della Basilica di San Clemente illustre fisico e sismologo. Ignazio Mariano Galli, nacque a Velletri il 30 Luglio 1841 da Francesco ed Esuperia Urtoller, venne battezzato il giorno seguente nella Chiesa di San Michele Arcangelo dal rettore Don Giuseppe Del Sasso. Fin da piccolo si manifesta incline allo studio della scienza. Dopo le scuole elementari entrò nel seminario minore di Velletri assistendo ai fatti accaduti nel 1858 dopo il furto della Sacra Immagine della Madonna delle Grazie operato da Cencio Vendetta.
Ordinato diacono divenne beneficiato della Cattedrale nel 1862, due anni più tardi scrisse al Cardinale Mario Mattei, la dispensa ad essere ordinato sacerdote prima dell’età canonica. Dopo l’ottenimento del necessario beneplacido papale il 25 Dicembre del 1864, inizia ad insegnare matematica e scienze presso il liceo Mancinelli, la scuola normale Andrea Velletrano e la normale Clemente Cardinali. Nel 1868 crea nella sua casa in Via del Gesù (odierna Via Clemente Cardinali) l’osservatorio fisico meterologico che nel 1893 avrà sede nella specola del palazzo comunale.
Nel 1884 il suo sismografo ricevette la medaglia d’oro all’esposizione generale italiana di Torino, nel 1887 divenne accademico dei lincei, e ascritto alla società astronomica di francia. Intorno ai primi del XX secolo canonico del Rev.mo Capitolo della Basilica di San Clemente. Latinista di valore scrisse un melodramma dal titolo “ Saleem e la figlia di jeft”. Nel 1910 chiese il trasferimento dove perfezionò i suoi studi pubblicando numerosi saggi su argomenti scientifici. Non si possono dimenticare i suoi lavori in prosa o in versi scritti in latino ne tanto meno la sua cultura musicale muore nel 1920.
L’ Osservatorio da lui creato a Velletri purtroppo non ebbe seguito perché durante il grande intervento di restauro curato dall’archietto Giulio Magni durante il periodo di commissariamento del comune con Filoteo Lozzi la specola e il relativo campaniletto vennero demoliti per far posto al belvedere che tutti ricordiamo dove vennero poste anche le celebri campane la cui storia è ormai è avvolta nella leggenda.


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