la navata di sinistra
- La Cappella di S. Pier Damiani -
Prima di scendere di nuovo sul piano della Basilica per percorrere la navata di destra, troviamo la cappella di S. Pier Damiani già juspatronato di casa Fiscari. Questa in origine era dedicata alla Madonna del Rosario. Sull’altare vi era un’antica tela di Sebastiano Conca (oggi nel Museo Diocesano). Fu il Cardinale Tommaso Ruffo a ordinarne la realizzazione perché la precedente era ormai consunta e lacera dagli anni.
La cappella era sede della Confraternita del Rosario come testimoniano le visite pastorali coeve. La pala del Conca rimase in Cattedrale fino al 1962 quando il Cardinale Clemente Micara volle dedicare l’altare al Santo Vescovo di Ostia ponendovi il quadro di Mazzoli.
- La Cappella di S. Vincenzo De Paoli -
La prima che si incontra scendendo sul piano della Basilica, è quella un tempo dedicata alla Visitazione di Maria SS.ma con l’antica tavola di Bicci di Lorenzo e databile al 1435.La visita Gesualdo (1595) ci riferisce che la tavola era posta sull’altare della famiglia Gallinella passato poi alla casa Borgia.
La Cappella non conserva più nulla della sua decorazione antica solo la mostra dell’altare con le colonne corinzie di finto marmo ricordano il passato. Sull’architrave campeggia la scritta “Magnificat anima mea dominum”. Intorno al 1937 forse a causa dell’estinzione della famiglia Borgia venne disposta la riedificazione della cappella a S. Vincenzo De Paoli ponendovi un bellissimo quadro di Aurelio Mariani, mentre l’antica tavola di Bicci di Lorenzo trovò posto nell’aula capitolare.
Dal 2002 nella camera sepolcrale sotto di essa riposano le spoglie del Cardinale Stefano Borgia giunte dalla primiziale di Lione.
- La Cappella del Sacro Cuore –
Conosciuta anche come cappella Ginnasia venne fatta erigere dal Cardinale Domenico Ginnasi Vescovo d’Ostia e Velletri dal 1630 al 1639 per essere dedicata alla Madonna di Costantinopoli e ai Santi Protettori, infatti nel 1840 Domenico Tojetti di Rocca di Papa dipinse la tela oggi nel Museo Diocesano. La Cappella venne originariamente decorata a fresco dalla nipote del citato Cardinale Caterina. Il Cardinale Pacca nel 1833 affidò l’incarico di ridecorare la cappella a Vincenzo Vita, ma trovando il risultato non di suo gradimento ordinò la cancellazione degli affreschi.
Il Cardinale Basilio Pompili oltre a cambiarne la dedicazione commissionò ad Aurelio Mariani il ciclo degli affreschi attuali e il tondo del Sacro Cuore che ha sostituito la pala del Tojetti. Nei quattro pilastri della cappella i Santi Patroni con quattro Sante devote al Sacro Cuore mentre nei pennacchi della cupola troviamo angeli pensanti con strumenti della passione. La cupola vede rappresentati angeli pensanti con strumenti della Passione.
- La Confraternita del Suffragio -
Aveva sede nella cappella in questione fondata dal Cardinale Ginnasi nel 1633 venne posta sotto la protezione della Madonna di Costantinopoli. Aggregata in seguito al Monte di Pietà Ginnasio aveva la sua festa nel giorno di San Gregorio. Maritava quattro zitelle l’anno. Celebrava continuamente Messe in suffragio dei fratelli defunti. I confrati vestivano di color bianco e mozzetta turchina con il cappuccio nero. Per stemma avevano la Madonna di Costantinopoli con le anime purganti. Gli officiali venivano eletti il giorno di Pentecoste con l’assistenza di Monsignor Vicario Generale.
- La Cappella dell’Immacolata Concezione -
Eretta durante l’episcopato del Cardinale Giuliano Della Rovere eletto Papa col nome di Giulio II. La Cappella è la più antica della Cattedrale. Fondata quale ex voto in ringraziamento alla Vergine per lo scampato pericolo durante una pestilenza. L’altare è composto da quattro colonne con capitelli corinzi che sorreggono un timpano spezzato sul quale è impostata un’altra edicola con timpano curvo che racchiude la statua del battesimo di Cristo. Sotto l’architrave si apre una cornice marmorea che contiene la copia del quadro di Antoniazzo Romano oggi nel Museo Diocesano. L’altare venne restaurato nel 1986 da Edmondo Campana al centro del pavimento lo stemma marmoreo del Cardinale Alderano Cybo che in origine era al centro della navata e fu qui trasportato nel 1822.Durante gli interventi promossi in occasione del Giubileo del 2000 sono venute fuori sotto la pittura della volta delle testimonianze seicentesche che hanno fatto scoprire una integrale decorazione ad affresco dell’ambiente.
- La Cappella del SS.mo Sacramento -
Il lavoro per la costruzione della Cappella del SS.mo Sacramento iniziò nel XVII secolo, ma venne completato nel secolo seguente con abbellimenti e decorazioni volute dall’anima munifica del Cardinale Gian Francesco Albani.
I terremoti del 1800 e del 1806 danneggiarono alquanto la cupola che venne consolidata e rinforzata con la tamponatura dei due finestroni del tamburo. Nel 1870 vennero rinnovati gli stucchi e vennero realizzati gli evangelisti dei pennacchi della cupola rimasti incompiuti a causa della presa di Roma. Il Cardinale Albani fece erigere anche l’altare in marmi preziosi e fece dipingere in affresco la mostra architettonica con le allegorie della fede e della Caritá.
Splendida è la raggera con i due cherubini che tengono alzata una pesante tenda che apre la visione dell’ambiente retrostante. Ubaldo Romanelli realizza gli affreschi in chiaroscuro del miracolo della manna e del ritorno degli esploratori dalla terra promessa.
Sono attribuibili al pennello di Ermenegildo Costantini le due tele laterale con la moltiplicazione dei pani e l’ultima cena. Edmondo Campana nel 1981 ha restaurato la cappella per volere di Mons. Quinto Ciardi arciprete del Capitolo, mentre in occasione degli interventi promossi per il giubileo del 2000 la cupola è stata nuovamente consolidata.
- La Confraternita del SS.mo Sacramento -
Aveva sede nella Cappella in questione, i fratelli vestivano di bianco ed avevano come stemma un calice con l’ostia sopra. Aggregata all’Arciconfraternita del SS.mo Sacramento di Roma celebrava il Giovedì Santo quando tutti i sodali si radunavano per ricevere la comunione. Solennizzavano anche la festa del Corpus Domini e nell’ottava eleggevano gli officiali.
- La cappella di S. Eleuterio -
Si tratta dell’ambiente più suggestivo della Cattedrale essa venne eretta nel XII secolo per accogliere le reliquie dei Santi Ponziano ed Eleuterio. Singolare è la sua architettura con volte a crocera irregolari sostenute da pilastri e colonne di varie epoche che sembrano sorgere dal pavimento. Gli affreschi dell’ambiente contribuiscono a rendere la cappella suggestiva e misteriosa. La cripta subì momenti di abbandono e di splendore, basti ricordare che per un certo periodo si persero addirittura le sepolture dei Santi compatroni. Oreste Nardini curando alcuni lavori di risanamento dell’ambiente promossi dal Capitolo scopri i due sepolcri svelando il mistero delle colonne emergenti dal pavimento.
Gli affreschi costituiscono quanto di medioevale è rimasto in città e si possono dividere in tre cicli meritano menzione il Santo Stefano, la traslazione dei Santi Eleuterio e Ponziano nonché l’Agnus Dei. L’altare è a due mense quella anteriore è di porfido mentre il baldacchino è sostenuto da colonne di marmo antico. Importantissimo è il fusto dell’acquasantiera riconducibile ad un candelabro del II secolo.
- Il Soffitto -
Fu il cardinale Sebastiano Tanara a volere il magnifico soffitto a cassettoni. L’opera venne affidata all’architetto Carlo Stefano Fontana che la ideò sul modello esistente nella Basilica Clementina di Roma. I lavori furono eseguiti tra il 1722 e il 1726, esso è composto da cassettoni a forma ottagonale in legno dorato e intagliato.
I bombardamenti dell’ultima guerra colpirono violentemente la cattedrale distruggendo l’affresco dell´Odazi con la gloria dei Santi Protettori e gran parte del soffitto stesso. Da una lettera di Mons. Moresi a Felice Remiddi leggiamo: Come avrai saputo la chiesa è stata colpita due volte: i danni non sarebbero gravissimi quantunque un tratto del soffitto (mq 25) non sia venuto giù.
Il 7 Giugno 1944 Felice Remiddi torna a Velletri con il figlio Augusto tra i suoi appunti troviamo scritto: Costatai che in S. Clemente limitatamente alla Cappella della Madonna io danni erano lievi e limitati(...)sempre che si fosse provveduto alla più gravosa riparazione del tetto della navata centrale.
Il soffitto venne ripristinato durante gli interventi promossi dal Cardinale Micara, di originale restano gli stemmi dell’arco trionfale, che sono del Cardinale Sebastiano Antonio Tanara, del Cardinale Fabrizio Paolucci e del Pontefice Innocenzo XIII. Perduto l’affresco di Odazi dopo regolare concorso venne dato l’incarico al pittore Angelo Canevari di colmare quel vuoto con la Gloria dei Protettori e l’allegoria della resurrezione di Velletri con Pio XII e il Vescovo Micara.


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