Nota conclusiva di Mons. Gianluca Perici arcivescovo nunzio apostolico
Parlare e scrivere di Maria è allo stesso tempo dolce e difficile. Mentre si ripercorre la sua storia e la profonda devozione nei tanti luoghi in cui è apparsa o dove è particolarmente venerata, come nel nostro caso a Velletri, l’anima ne viene invasa, colmandosi di gioia, amore e poesia. Un'emozione così intensa da superare le parole, quasi privandoci della capacità di esprimerla. Lo stesso accade nel narrare la storia della Madonna delle Grazie di Velletri, Alessandro Filippi, autore del presente volume, descrive con pennellate da vero maestro, offrendo un resoconto dettagliato di eventi, storie e curiosità accaduti nel corso dei secoli.
Nel tempo, la devozione alla Madonna delle Grazie di Velletri ha rappresentato molto più di un semplice atto di culto: è stata ed è tuttora un filo invisibile che lega le generazioni, un ponte tra passato e presente, un rifugio sicuro per chi cerca conforto e speranza. Tra le tante manifestazioni di devozione verso la Vergine, una delle più antiche e sentite è senza dubbio l’offerta dei ceri. Questo rito, carico di simbolismo e spiritualità, ha attraversato i secoli mantenendo intatta la sua forza evocativa e il suo significato profondo. L’accensione dei ceri votivi in onore di Maria risale a tempi lontani, quando la luce della candela non rappresentava solo un segno di fede, ma anche un atto di affidamento. La fiamma tremolante del cero è sempre stata il simbolo dell’anima che si innalza nella preghiera, un ponte tra il terreno e il divino, tra il cuore del fedele e lo sguardo amorevole della Madonna.
A Velletri, la tradizione dei ceri legati al culto della Madonna delle Grazie ha assunto una dimensione speciale. Ogni anno, in occasione della festa dedicata alla Vergine, la comunità si riunisce in un gesto collettivo di venerazione e riconoscenza. I fedeli, singolarmente o in gruppo, offrono ceri di diverse forme e dimensioni, esprimendo attraverso questo gesto un voto, una supplica o un ringraziamento per una grazia ricevuta.
Le processioni illuminate dalla calda luce dei ceri creano un’atmosfera solenne e suggestiva. Le fiammelle che danzano nella notte sembrano raccontare storie di fede e speranza, ricordando a tutti che la Madonna delle Grazie è sempre presente, pronta ad ascoltare e a intercedere per i suoi figli. Ancora oggi, questa tradizione continua a vivere nel cuore dei veliterni, testimoniando un legame indissolubile tra il popolo e la sua celeste protettrice. Ogni cero acceso è un piccolo atto d’amore, un segno luminoso di una fede che non si spegne mai. Nel libro si racconta anche di come la devozione alla Madonna delle Grazie di Velletri sia stata custodita, alimentata e tramandata nel tempo grazie all’impegno instancabile delle congreghe, autentiche colonne portanti della vita religiosa e sociale della comunità. Questi sodalizi, animati da una fede incrollabile, hanno avuto il compito di organizzare le celebrazioni in onore della Vergine, mantenendo vive antiche tradizioni e rinnovando, di generazione in generazione, lo spirito di preghiera e devozione.
Le congreghe hanno sempre operato con quella che potremmo definire una "fede diamantina", ovvero una fede pura, solida e luminosa, capace di resistere alle prove del tempo e di rinnovarsi senza mai perdere la propria essenza. Grazie alla loro dedizione, le feste in onore della Madonna delle Grazie hanno assunto nel tempo un’importanza straordinaria, diventando momenti di intensa partecipazione e forte aggregazione per l’intera comunità veliterna. Ogni anno, con scrupolosa attenzione e profondo senso del sacro, le congreghe si fanno carico dell’organizzazione delle celebrazioni: dalla preparazione delle solenni processioni all’allestimento delle luminarie, alla cura degli addobbi sacri. Nulla viene lasciato al caso, perché ogni dettaglio, ogni gesto, ogni preghiera è un segno tangibile dell’amore e della gratitudine verso la Madre Celeste.
Ogni preghiera sussurrata davanti alla sua immagine, ogni processione che percorre le strade della città, ogni gesto di affidamento al suo amore materno testimonia un rapporto che va oltre il tempo. È la dimostrazione che la fede non è qualcosa di immutabile e statico, ma una realtà viva, capace di rinnovarsi pur rimanendo fedele alle proprie radici. Oggi, in un mondo frenetico e spesso distratto, il culto della Madonna delle Grazie ci invita a riscoprire il valore della spiritualità e della comunità. Ci ricorda che non siamo soli nelle difficoltà, che esiste una guida amorevole pronta ad accoglierci, sostenerci e intercedere per noi. La sua storia, intrecciata a quella di Velletri, è una testimonianza di come la fede possa diventare forza, la tradizione possa essere fonte di ispirazione e il passato possa illuminare il cammino del futuro.
Il messaggio della Madonna delle Grazie non si esaurisce nel tempo, ma si rinnova ogni volta che un cuore si apre alla sua presenza, ogni volta che un’anima trova conforto nella sua protezione. Che questo libro possa dunque essere non solo un racconto della storia e delle tradizioni, ma anche un invito a proseguire questo cammino di fede, a custodire e tramandare un’eredità preziosa, affinché la luce della Madonna delle Grazie continui a splendere sulle strade di Velletri e nel cuore di chi la invoca con devozione, come ho fatto anch’io, fin da giovane seminarista, e di tanti veliterni lungo i secoli di questa meravigliosa storia di fede. Il mio plauso va all'autore, Alessandro Filippi, che racconta questa storia con sentimenti di esultanza, meraviglia, tenerezza e devozione, accompagnati da un profondo senso di fratellanza e preghiera.
+ GianLuca Perici
Arcivescovo - Nunzio Apostolico


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